Nati per essere liberi

Famiglia e scuola: educazione sessuale “no-gender theory”

Il noto psichiatra e psicoterapeuta Tonino Cantelmi analizza criticamente Gli Standard per l’Educazione sessuale promossi dall’OMS e in uso in Italia nelle scuole materne ed elementari, proponendo alternative libere da presupposti ideologici.Gli Standard per l’Educazione sessuale promossi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sono stati approvati dall’Unione Europea e sono già in uso in Italia nelle scuole materne ed elementari. Tali Standard indicano ciò che bambini e ragazzi, nelle diverse età, dovrebbero sapere e comprendere, quali situazioni o sfide dovrebbero essere in grado di gestire, quali valori e atteggiamenti è necessario che essi maturino per poter crescere in modo gratificante, positivo e sano per quanto attiene alla sessualità. Gli Standard propagandati nelle scuole, per alcuni aspetti, si ispirano ai gender studies e sono applicati senza un’idonea previa valutazione.

Nel suo nuovo libro “Nati per essere liberi”, il noto psichiatra e psicoterapeuta Tonino Cantelmi affronta la questione partendo da questo presupposto. Scrive Cantelmi nell’introduzione: “La cosiddetta teoria del gender, nonostante la sua evidente forzatura ideologica che consiste nel sopravvalutare in modo determinante il dato culturale nella costruzione del maschile e del femminile con paradossali e grottesche negazioni della realtà, esercita tuttavia una letale fascinazione nella attuale epoca tecnoliquida, tanto da permeare l’educazione sessuale nelle scuole al di là di ogni prudenza. Verrebbe da dire: giù le mani dai bambini!”.

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Io sono tuo amico

Leggi l’articolo: Fogli 402 febbraio_2014_pp20-21io-sono-tuo-amico

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Tenacia e speranza

uomo-che-piantava-alberi

Leggi l’articolo:401 Fogli gennaio_2014_pp12-13

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Single-sex education. An option in forefront of education

Single-sex education. An option in forefront of education.Calvo_educando-igualdad
IV Internacional Congress of Single-sex Education (Edição EASSE Portugal, Lisbona 2013, pp. 282).

María Calvo Charro, Educando para la igualdad (EUNSA, Barañáin 2011, pp. 152)

Recensione di Eugenio Monaco apparsa sul mensile “Fogli”, n. 393, maggio 2013, pp. 14-15.
Leggi in pdf: Fogli 393 Maggio2013_pp14-15

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A ciascuno il suo libro

di Eugenio Monaco, pubblicato sul mensile Fogli, n. 392 aprile 2013, p. 13.

Dando un’occhiata al fascicolo primaverile de Il Segnalibro Book Counselling Service si megliounlibro5resta colpiti dalla praticità dello strumento e dall’attenzione con cui sono selezionate le novità editoriali per coloro che cercano nella lettura non un mero passatempo, ma una strada affascinante attraverso la quale arricchirsi in umanità e al contempo divertirsi, commuoversi, meravigliarsi di fronte alla varietà del mondo.

«Il Segnalibro BCS» è stata forse la prima associazione non profit in Italia a occuparsi di orientamento bibliografico, e lo fa con un occhio particolare alla persona, rivolgendosi a famiglie, scuole, biblioteche, librerie. Trimestralmente segnala le «perle» in circolazione, con l’aspirazione di individuare tra i contemporanei quelli che saranno i classici del futuro.

All’edizione cartacea, iniziata da Serena Bianchi nel 1995, dal 2008 si è aggiunta quella in formato pdf, più economica e «rapida». Attuale direttore della testata è Laura Prinetti.

Quota annuale: 18 euro; sito web: www.megliounlibro.it.

E.M.

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Matematica «libera»

di Eugenio Monaco, pubblicato sul mensile Fogli, n. 392 aprile 2013, pp. 12-13.Contro l’ora di Matematica_copertina3

Meriterebbe un pubblico più vasto, anche tra i lettori italiani, il saggio in forma di pamphlet, a firma di Paul Lockhart, Contro l’ora di Matematica. Un manifesto per la liberazione di professori e studenti (traduzione di Carlo Capararo, Rizzoli, Milano 2010, pp. 120, € 12,50).

A Mathematician’s Lament, questo il titolo originale dell’opera, era stato pubblicato nel 2009, dopo che una versione molto ridotta (circa 25 cartelle) era arrivata a Keith Devlin, matematico e scrittore noto nei Paesi anglofoni. Devlin ne era rimasto così colpito da dedicarvi il numero del mese di marzo 2008 del Devlin’s Angle, la rubrica che tiene per la Mathematical Association of America. La risposta entusiasta della comunità dei matematici e l’ampio movimento d’opinione che ne era scaturito avevano spinto Delvin a scrivere una seconda puntata nel mese di maggio 2008. Queste sono state le premesse della pubblicazione di ciò che fino a quel momento aveva avuto una circolazione informale, limitata ad alcuni ambienti matematici.

L’autore del saggio, un innamorato della matematica e un appassionato di didattica, vi espone una critica alle modalità più diffuse attraverso le quali viene insegnata questa materia nella scuola dell’obbligo. Non è un caso, infatti, che Paul Lockhart abbia insegnato matematica alla Brown University e alla University of California Santa Cruz e dal 2000 si sia dedicato all’insegnamento nella scuola secondaria. Si è trasferito a New York, in una delle scuole più prestigiose degli Stati Uniti, la St. Ann’s School di Brooklyn, fondata nel 1965, dove spiega la matematica in un modo che, a giudicare da ciò che scrive, risulta molto coinvolgente per gli studenti.

Secondo l’autore, gli attuali metodi didattici uccidono ogni piacere della scoperta e offuscano la natura creativa del pensiero matematico. «Formule da memorizzare», sintetizza bene la quarta di copertina, «procedure da seguire, definizioni da ripetere parola per parola, simboli astrusi da manipolare: è questa la matematica? No, è solo la triste caricatura cui l’ha ridotta la scuola. […] Perché la vera matematica è una sublime forma d’arte, è la creazione e l’esplorazione di un mondo immaginario abitato da creature fantastiche, è “poesia della ragione”».

Dopo aver descritto in modo gustoso l’ormai noto terribile sogno di due artisti (una traduzione di Fausta Zibetti era apparsa su X la Tangente, n. 10, luglio 2008), Lockhart scrive che «se io dovessi ideare un meccanismo che abbia lo scopo dichiarato di distruggere la naturale curiosità di un bambino e il suo amore per la realizzazione di forme», non avrei potuto ideare «una tale quantità di idee insensate e avvilenti che oggigiorno costituiscono l’insegnamento della matematica» (pp. 17-18).

Su quale sia il fine di tale insegnamento l’autore si interroga in alcuni passaggi in forma di dialogo.

«SIMPLICIO: Ma uno degli scopi della matematica non è di aiutare gli studenti a pensare in maniera più precisa e logica, e di sviluppare le loro capacità di ragionamento quantitativo? Tutte queste formule e definizioni non affinano le menti dei nostri studenti?

«SALVIATI: No, non è così. Casomai, il sistema attuale ha l’effetto di ottundere la mente. È risolvendo problemi per conto proprio che si affina la mente, non facendosi dire come risolverli.

«SIMPLICIO: D’accordo. Ma cosa mi dici di quegli studenti che vogliono seguire una carriera scientifica o ingegneristica? Non hanno bisogno della preparazione che fornisce il curriculum tradizionale? Non è per questo che insegniamo la matematica a scuola?

«SALVIATI: Quanti studenti che seguono lezioni di letteratura diventeranno scrittori? Non è questa la ragione per cui insegniamo letteratura, né quella per cui gli studenti la imparano. Insegniamo per illuminare le menti di tutti, non per preparare i futuri professionisti. E, in ogni caso, la capacità più preziosa per uno scienziato o un ingegnere è quella di essere in grado di pensare in modo creativo e indipendente. L’ultima cosa di cui chiunque abbia bisogno è di venir preparato» (p. 45).

Secondo Lockhart alcuni insegnanti di matematica non conoscono sufficientemente la propria materia. Molti di loro si affannano a rendere interessante una disciplina che lo è già di per sé.

Forse la ragione dell’insuccesso di molti studenti (che poi è un insuccesso dei docenti) sta proprio nel fatto che la matematica viene insegnata piuttosto che mostrata nella realtà.

Come scrive Devlin nella prefazione, «questo libro dovrebbe costituire una lettura obbligatoria per chiunque si occupi professionalmente di insegnare la matematica, per ogni genitore che abbia un figlio in età scolare e per ogni funzionario scolastico o governativo che abbia delle responsabilità relative all’insegnamento della matematica».

Concludiamo segnalando ai lettori la più recente fatica di Paul Lockhart, Measurement (Harvard University Press, settembre 2012), in inglese, reperibile su Amazon.

E.M.

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Bisogni educativi speciali/2

di Eugenio Monaco, pubblicato sul mensile Fogli, n. 391 marzo 2013, p. 15.Dislessia-e-altri-DSA-a-scu

Dislessia & altro

La Guida Dislessia e altri DSA a scuola – Strategie efficaci per gli insegnanti (Edizioni Erickson, Trento 2013, pp. 250, € 18,50), che insieme a quella sull’ADHD inaugura la nuova collana della Erickson, è uno strumento molto utile per le complesse sfide che gli insegnanti sono chiamati ad affrontare anche nella prospettiva della legge 170 dell’8/10/2010 sui DSA.

Attraverso una selezione (ben curata da Chiara Tencati) di contributi scientifici autorevoli in àmbito educativo-didattico, il volume si articola in quattro sezioni che guidano l’insegnante dalla diagnosi ai processi cognitivi e stili di apprendimento, dal disturbo specifico della lettura alla discalculia, il potenziamento, la riabilitazione e i sistemi compensativi, fino alle varie modalità con le quali costruire sinergie educative tra le persone coinvolte nella vita degli alunni con Difficoltà Specifiche di Apprendimento (DSA). Continua a leggere

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